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nel favoloso
mondo di Lush

Le origini...

Lush viene fondata nel 1995 da sei co-fondatori: Mo Constantine, Mark Constantine, Rowena Bird, Helen Ambrosen, Liz Bennett e Paul Greeves.

L’azienda nasce dalle ceneri di una precedente attività, la Cosmetics To Go, che fallì in seguito a un’inondazione e proprio all’apice del suo successo: gli ordini arrivavano molto più numerosi di quelli che era in grado di gestire mentre si trovava alle prese con un’allagamento nella propria sede. Il team era lo stesso che ha poi creato e ispirato questa nuova avventura chiamata Lush.

Il 10% di Lush è proprietà dei suoi dipendenti. Le persone sono il cuore e l’anima dell’azienda…

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Incontra i fondatori

Mark Constantine

Co-fondatore e inventore

Mark Constantine ha fondato Lush nel 1995 insieme a 5 creativi e amici fidati, dopo il collasso della precedente attività di vendita per corrispondenza Cosmetics To Go. Mark è una forza trainante dell’azienda da 25 anni e lavora anche come inventore di prodotti per capelli e per il corpo, nonché di trattamenti esclusivi per le Lush SPA.

La sfida aziendale di creare cosmetici freschi, innovativi e anarchici nasce da una delle convinzioni di Mark ed è diventata la spina dorsale di Lush. La pionieristica e rigorosa politica di Lush “contro i test sugli animali” è solo un esempio di come le sue convinzioni abbiano trasformato l’industria cosmetica: ha introdotto la Supplier Specific Boycott Policy, cioè l’impegno di Lush a non acquistare mai alcun ingrediente da nessun fornitore che testi le sue materie prime sugli animali, per qualsiasi scopo. Questa politica è unica nel suo campo e si distingue dalla Fixed Cut-Off Date Policy applicata dallo Humane Cosmetics Standard.

La posizione di Mark contro l’eccesso di packaging nell’industria cosmetica è un’altra delle basi su cui si fonda l’azienda. Nel documentario di Channel 4 “The Insider: Packaging is Rubbish”, Mark analizza la quantità media di rifiuti che un cittadino britannico si trova a dover gestire nel corso della sua vita, e dove vanno a finire: nelle discariche. Ecco il motivo per cui la maggior parte dei prodotti Lush sono progettati per essere solidi e venduti senza packaging.

Nel 2010, Mark e sua moglie Mo hanno ricevuto il premio OBE (Order of the British Empire) per il loro servizio nell’industria cosmetica. Da allora Mark è stato nominato 5 volte dal quotidiano The Evening Standard come una delle 1000 persone più influenti di Londra, nelle categorie Ambiente e Business Brains. Nel 2015 Mark è stato anche nominato dalla rivista BBC Wildlife come una delle 50 persone più influenti per la fauna selvatica britannica.

L’amore e il costante entusiasmo di Mark per il suo lavoro, oltre che per i settori della cosmesi e del retail, sono il motore della sua determinazione a fare di Lush l’azienda che tutti vogliamo che sia.

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Incontra i fondatori

Mo Constantine

Co-fondatrice e inventrice

Mo Constantine: co-fondatrice, creatrice di prodotti e direttrice di produzione, è la mente che ha inventato le bombe da bagno e gli shampoo solidi!

Dopo aver iniziato la sua vita professionale come segretaria in uno studio legale, Mo decide di dare una svolta alla sua carriera (e alle mensole dei nostri bagni) coltivando il suo interesse per i cosmetici naturali. Dalla fine degli anni ‘80 Mo si occupa di inventare nuovi prodotti per la Cosmetics To Go. Qui, sotto la guida di un maestro d’eccezione, il famoso cosmetic scientist Stan Kryztal, Mo inizia a specializzarsi nell’invenzione di prodotti solidi, senza conservanti e senza packaging. Nel 1999 viene registrato il suo primo brevetto, per l’invenzione del popolarissimo shampoo solido. Da allora, Mo crea i prodotti più innovativi e memorabili di Lush, tra cui il più famoso di tutti, la bomba da bagno. Mo ha anche inventato la prima base “versabile” per il sapone insieme al chimico Stan, per poi migliorarne ancor di più la formula eliminando l’olio di palma.

Oggi è facile trovare Mo all’opera nel laboratorio di 29 High Street a Poole, oppure (durante il lockdown) nel capannone accanto alla casa di famiglia, intenta a mescolare vasche di sapone fumanti e polverine dai colori vivaci per il bagno, insieme a Claire e Jack. Se Mo non è lì, molto probabilmente sta visitando uno dei sette laboratori di produzione che Lush ha nel mondo, dove per lei resta fondamentale che tutti i prodotti vengano sempre fatti a mano, garantendo al contempo freschezza e qualità eccellenti.

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Incontra i fondatori

Rowena Bird

Co-fondatrice e inventrice

Foto di Zelda de Hollander

Incontra Rowena Bird, una dei co-fondatori di Lush e donna dalle molte passioni. “Lavoro nel buying team, nel nuovo servizio clienti e nel mystery shopping, siedo nel consiglio di amministrazione, aiuto a creare le vetrine, metto il naso nelle riunioni sull’etica e sulle questioni ambientali, nei meeting sul tema Black Lives Matters, invento prodotti, gravito ai margini del team Make Up, mi entusiasmano i successi dei nostri partner e ho un’opinione praticamente su ogni cosa che riguarda Lush, perché amo appassionatamente la nostra azienda.”

E non c’è da meravigliarsi che Rowena si senta così, dato che è stata con Lush sin dal primo giorno, e in effetti anche da prima! “Mi sono unita a Mark, Mo & Liz il 7 settembre del 1981, seguita da Helen e poi da Karl e Paul. Lavoro con tutti loro da 39 anni!”

Dopo aver iniziato la sua carriera come Beauty Therapist, Rowena si è trasferita dal Northamptonshire a Poole perché aveva sempre sognato di vivere al mare. In questi primi tempi, prima di Lush come la conosciamo, Rowena ha dato una mano in tutti i modi possibili: mescolare l’hennè, digitare fatture o lavare i capelli nella clinica tricologica di Mark erano solo alcune tra le tante cose da fare. “Sapermi adattare è stata una delle mie capacità chiave e in 39 anni ho attraversato l’azienda alla ricerca di opportunità, ho creato cataloghi, inventato packaging, scritto testi e ho fatto tutto ciò che doveva essere fatto.”

Con la sua devozione per il lavoro, Rowena ha vissuto moltissime opportunità (troppe per elencarle tutte!), tra cui il lancio del marchio B Never Too Busy To Be Beautiful, aprire negozi importanti per Lush, visitare praticamente tutti i paesi dove siamo presenti, e creare la direzione dell’azienda insieme al piccolo gruppo di persone che costituiscono board.
“Non limitarti ad un ruolo, partecipa a tutto ciò che puoi, sii adattabile, pronuncia un sacco si SÍ e guarda cosa succede”, consiglia Rowena. “Lavora sodo, fai sul serio e sii gentile”.

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Incontra i fondatori

Helen Ambrosen

Co-fondatrice e inventrice

Come inventrice di prodotti per Lush, Helen Ambrosen si diverte a sfruttare il legame tra cibo e cosmetici, per il quale la sua conoscenza specialistica delle materie prime si è rivelata preziosissima.

Helen si occupa in particolare dei prodotti ultrafreschi, una linea assolutamente innovativa che prevede prodotti preparati quotidianamente con ingredienti biologici freschi, e che nei negozi vengono esposti e conservati su letti di ghiaccio. Helen può inoltre vantare due brevetti a suo attivo: quello per la categoria degli oli solidi da bagno e quello per la categoria delle coccole da bagno.

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Incontra i fondatori

Paul Greeves

Co-fondatore

Paul Greeves è il nostro uomo del mistero internazionale. Si sa poco di Paul, uno dei fondatori di Lush, ma ci fidiamo di chi può testimoniare che ha lavorato in vari dipartimenti di Lush, dove ha dato prova del suo talento nel corso degli anni.

La leggenda narra che Paul si sia unito a Lush in qualità di biochimico, per dirigere i laboratori di Lush, e da lì in poi si sia occupato di dirigere il mail order, la sicurezza dei dati e persino il Lush Times.

6/6
Incontra i fondatori

Liz Bennett

Co-fondatrice

Tributo a Liz Bennett

“Io e Liz Bennett abbiamo lavorato insieme per tutta la sua carriera, tranne un solo mese. Lei credeva nell’insegnamento e nella crescita personale, io credevo nel talento naturale. Di conseguenza ho imparato tanto da lei e lei mi ha dovuto sopportare. Poiché entrambi avevamo una certa ossessione per tutto quello che riguarda il mondo del beauty e dell’haircare, ma non riuscivamo però a trovare prodotti abbastanza efficaci che rispondessero alle esigenze dei nostri clienti, abbiamo lavorato e ri-lavorato sulle nostre formule. Tutti quelli che sono stati nel nostro salone di bellezza e haircare erboristico in quei primi giorni hanno testato i nostri esperimenti senza saperlo. Se viaggiavamo insieme sul treno e un ignaro passeggero si addormentava di fronte a noi, ci mettevamo a discutere sottovoce dei suoi capelli e della sua pelle.

Abbiamo tenuto insieme centinaia di conferenze, prima ancora di iniziare a lavorare con The Body Shop. Lavoravamo così bene insieme che potevamo consigliarci a vicenda sulle nostre rispettive attività.

Quando ci ripenso, i nostri sogni di quei giorni sono stati superati tante volte, ma i suoi standard no. È stata un esempio per chiunque volesse avviare un’azienda gestita e composta prevalentemente da donne. Oggi vedo la sua influenza ovunque, anche se non potrà mai più prendere qualcuno da parte per discutere della sua igiene personale.

Era gentile e senza pretese, equilibrata e premurosa, schietta al punto che quando pensavo una cosa sentivo lei che la diceva. Ho odiato quando è andata in pensione e ora che se n’è andata mi manca. Sono le piccole cose… Si preoccupava così tanto della pensione quando avevamo vent’anni e non sapevamo che, grazie al suo talento, avremmo fatto così tanta strada che il suo futuro sarebbe stato molto più brillante e sicuro di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Mi sembra incredibile che ci riuniremo in laboratorio questa vigilia di Natale e lei non sarà lì. Brinderemo a lei con un bicchiere di grog e ci mancherà terribilmente.” ~ Mark Constantine

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Incontra i fondatori

Mark Constantine

Co-fondatore e inventore

Mark Constantine ha fondato Lush nel 1995 insieme a 5 creativi e amici fidati, dopo il collasso della precedente attività di vendita per corrispondenza Cosmetics To Go. Mark è una forza trainante dell’azienda da 25 anni e lavora anche come inventore di prodotti per capelli e per il corpo, nonché di trattamenti esclusivi per le Lush SPA.

La sfida aziendale di creare cosmetici freschi, innovativi e anarchici nasce da una delle convinzioni di Mark ed è diventata la spina dorsale di Lush. La pionieristica e rigorosa politica di Lush “contro i test sugli animali” è solo un esempio di come le sue convinzioni abbiano trasformato l’industria cosmetica: ha introdotto la Supplier Specific Boycott Policy, cioè l’impegno di Lush a non acquistare mai alcun ingrediente da nessun fornitore che testi le sue materie prime sugli animali, per qualsiasi scopo. Questa politica è unica nel suo campo e si distingue dalla Fixed Cut-Off Date Policy applicata dallo Humane Cosmetics Standard.

La posizione di Mark contro l’eccesso di packaging nell’industria cosmetica è un’altra delle basi su cui si fonda l’azienda. Nel documentario di Channel 4 “The Insider: Packaging is Rubbish”, Mark analizza la quantità media di rifiuti che un cittadino britannico si trova a dover gestire nel corso della sua vita, e dove vanno a finire: nelle discariche. Ecco il motivo per cui la maggior parte dei prodotti Lush sono progettati per essere solidi e venduti senza packaging.

Nel 2010, Mark e sua moglie Mo hanno ricevuto il premio OBE (Order of the British Empire) per il loro servizio nell’industria cosmetica. Da allora Mark è stato nominato 5 volte dal quotidiano The Evening Standard come una delle 1000 persone più influenti di Londra, nelle categorie Ambiente e Business Brains. Nel 2015 Mark è stato anche nominato dalla rivista BBC Wildlife come una delle 50 persone più influenti per la fauna selvatica britannica.

L’amore e il costante entusiasmo di Mark per il suo lavoro, oltre che per i settori della cosmesi e del retail, sono il motore della sua determinazione a fare di Lush l’azienda che tutti vogliamo che sia.

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Incontra i fondatori

Mo Constantine

Co-fondatrice e inventrice

Mo Constantine: co-fondatrice, creatrice di prodotti e direttrice di produzione, è la mente che ha inventato le bombe da bagno e gli shampoo solidi!

Dopo aver iniziato la sua vita professionale come segretaria in uno studio legale, Mo decide di dare una svolta alla sua carriera (e alle mensole dei nostri bagni) coltivando il suo interesse per i cosmetici naturali. Dalla fine degli anni ‘80 Mo si occupa di inventare nuovi prodotti per la Cosmetics To Go. Qui, sotto la guida di un maestro d’eccezione, il famoso cosmetic scientist Stan Kryztal, Mo inizia a specializzarsi nell’invenzione di prodotti solidi, senza conservanti e senza packaging. Nel 1999 viene registrato il suo primo brevetto, per l’invenzione del popolarissimo shampoo solido. Da allora, Mo crea i prodotti più innovativi e memorabili di Lush, tra cui il più famoso di tutti, la bomba da bagno. Mo ha anche inventato la prima base “versabile” per il sapone insieme al chimico Stan, per poi migliorarne ancor di più la formula eliminando l’olio di palma.

Oggi è facile trovare Mo all’opera nel laboratorio di 29 High Street a Poole, oppure (durante il lockdown) nel capannone accanto alla casa di famiglia, intenta a mescolare vasche di sapone fumanti e polverine dai colori vivaci per il bagno, insieme a Claire e Jack. Se Mo non è lì, molto probabilmente sta visitando uno dei sette laboratori di produzione che Lush ha nel mondo, dove per lei resta fondamentale che tutti i prodotti vengano sempre fatti a mano, garantendo al contempo freschezza e qualità eccellenti.

3/6
Incontra i fondatori

Rowena Bird

Co-fondatrice e inventrice

Foto di Zelda de Hollander

Incontra Rowena Bird, una dei co-fondatori di Lush e donna dalle molte passioni. “Lavoro nel buying team, nel nuovo servizio clienti e nel mystery shopping, siedo nel consiglio di amministrazione, aiuto a creare le vetrine, metto il naso nelle riunioni sull’etica e sulle questioni ambientali, nei meeting sul tema Black Lives Matters, invento prodotti, gravito ai margini del team Make Up, mi entusiasmano i successi dei nostri partner e ho un’opinione praticamente su ogni cosa che riguarda Lush, perché amo appassionatamente la nostra azienda.”

E non c’è da meravigliarsi che Rowena si senta così, dato che è stata con Lush sin dal primo giorno, e in effetti anche da prima! “Mi sono unita a Mark, Mo & Liz il 7 settembre del 1981, seguita da Helen e poi da Karl e Paul. Lavoro con tutti loro da 39 anni!”

Dopo aver iniziato la sua carriera come Beauty Therapist, Rowena si è trasferita dal Northamptonshire a Poole perché aveva sempre sognato di vivere al mare. In questi primi tempi, prima di Lush come la conosciamo, Rowena ha dato una mano in tutti i modi possibili: mescolare l’hennè, digitare fatture o lavare i capelli nella clinica tricologica di Mark erano solo alcune tra le tante cose da fare. “Sapermi adattare è stata una delle mie capacità chiave e in 39 anni ho attraversato l’azienda alla ricerca di opportunità, ho creato cataloghi, inventato packaging, scritto testi e ho fatto tutto ciò che doveva essere fatto.”

Con la sua devozione per il lavoro, Rowena ha vissuto moltissime opportunità (troppe per elencarle tutte!), tra cui il lancio del marchio B Never Too Busy To Be Beautiful, aprire negozi importanti per Lush, visitare praticamente tutti i paesi dove siamo presenti, e creare la direzione dell’azienda insieme al piccolo gruppo di persone che costituiscono board.
“Non limitarti ad un ruolo, partecipa a tutto ciò che puoi, sii adattabile, pronuncia un sacco si SÍ e guarda cosa succede”, consiglia Rowena. “Lavora sodo, fai sul serio e sii gentile”.

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Incontra i fondatori

Helen Ambrosen

Co-fondatrice e inventrice

Come inventrice di prodotti per Lush, Helen Ambrosen si diverte a sfruttare il legame tra cibo e cosmetici, per il quale la sua conoscenza specialistica delle materie prime si è rivelata preziosissima.

Helen si occupa in particolare dei prodotti ultrafreschi, una linea assolutamente innovativa che prevede prodotti preparati quotidianamente con ingredienti biologici freschi, e che nei negozi vengono esposti e conservati su letti di ghiaccio. Helen può inoltre vantare due brevetti a suo attivo: quello per la categoria degli oli solidi da bagno e quello per la categoria delle coccole da bagno.

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Incontra i fondatori

Paul Greeves

Co-fondatore

Paul Greeves è il nostro uomo del mistero internazionale. Si sa poco di Paul, uno dei fondatori di Lush, ma ci fidiamo di chi può testimoniare che ha lavorato in vari dipartimenti di Lush, dove ha dato prova del suo talento nel corso degli anni.

La leggenda narra che Paul si sia unito a Lush in qualità di biochimico, per dirigere i laboratori di Lush, e da lì in poi si sia occupato di dirigere il mail order, la sicurezza dei dati e persino il Lush Times.

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Incontra i fondatori

Liz Bennett

Co-fondatrice

Tributo a Liz Bennett

“Io e Liz Bennett abbiamo lavorato insieme per tutta la sua carriera, tranne un solo mese. Lei credeva nell’insegnamento e nella crescita personale, io credevo nel talento naturale. Di conseguenza ho imparato tanto da lei e lei mi ha dovuto sopportare. Poiché entrambi avevamo una certa ossessione per tutto quello che riguarda il mondo del beauty e dell’haircare, ma non riuscivamo però a trovare prodotti abbastanza efficaci che rispondessero alle esigenze dei nostri clienti, abbiamo lavorato e ri-lavorato sulle nostre formule. Tutti quelli che sono stati nel nostro salone di bellezza e haircare erboristico in quei primi giorni hanno testato i nostri esperimenti senza saperlo. Se viaggiavamo insieme sul treno e un ignaro passeggero si addormentava di fronte a noi, ci mettevamo a discutere sottovoce dei suoi capelli e della sua pelle.

Abbiamo tenuto insieme centinaia di conferenze, prima ancora di iniziare a lavorare con The Body Shop. Lavoravamo così bene insieme che potevamo consigliarci a vicenda sulle nostre rispettive attività.

Quando ci ripenso, i nostri sogni di quei giorni sono stati superati tante volte, ma i suoi standard no. È stata un esempio per chiunque volesse avviare un’azienda gestita e composta prevalentemente da donne. Oggi vedo la sua influenza ovunque, anche se non potrà mai più prendere qualcuno da parte per discutere della sua igiene personale.

Era gentile e senza pretese, equilibrata e premurosa, schietta al punto che quando pensavo una cosa sentivo lei che la diceva. Ho odiato quando è andata in pensione e ora che se n’è andata mi manca. Sono le piccole cose… Si preoccupava così tanto della pensione quando avevamo vent’anni e non sapevamo che, grazie al suo talento, avremmo fatto così tanta strada che il suo futuro sarebbe stato molto più brillante e sicuro di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Mi sembra incredibile che ci riuniremo in laboratorio questa vigilia di Natale e lei non sarà lì. Brinderemo a lei con un bicchiere di grog e ci mancherà terribilmente.” ~ Mark Constantine

Da Mark Constantine

Tutte le aziende hanno bisogno di una visione. Anche se non lo capivamo fino in fondo, noi fondatori di Lush avevamo una visione. Credevamo che le persone volessero prodotti efficaci. Naturali (anche se chissà cosa significa davvero), freschi (e questa era una bella frecciatina ai nostri concorrenti che vendevano intrugli chimici sterili e stantii vecchi di tre anni) e volevamo evitare di spendere più soldi per il packaging che per il contenuto. Soprattutto, credevamo che le persone volessero un buon rapporto qualità prezzo. Non prodotti economici, ma così pieni di cose buone per la pelle e per i capelli che valessero il prezzo pagato.

Il senno di poi è fantastico: solo guardando indietro ora ci rendiamo conto che la nostra visione era di fatto una reazione insoddisfatta ai prodotti dei nostri concorrenti, il desiderio di qualcosa di più sano e più in sintonia con api e fiori che con grattacieli e aria condizionata… come iniziare la giornata con i biscotti fatti in casa.

Quando affrontiamo le sfide della vita, ci rendiamo conto che possiamo desiderare molte cose, ma ciò di cui abbiamo bisogno è molto semplice. Noi pensavamo che, sebbene i nostri prodotti non rispondessero a tutto quello che il cliente desiderava (roba anti età piena di siliconi, lucida, da botox) ciò che producevamo era di fatto tutto ciò di cui aveva bisogno.

Quindi, come siamo messi oggi? Facciamo il punto.

Naturale: ci siamo arrivati? No, ma non siamo lontani. Nell’anno finanziario dal 2017 al 2018, gli ingredienti naturali hanno rappresentato il 65% della nostra spesa globale rispetto al 35% speso in sintetici sicuri. Quando vendevo i miei primi prodotti con Liz Weir nel 1977, mi si rimproverava che fossero troppo naturali, eppure erano distanti anni luce da quello che sono oggi…

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anni di Lush

Come siamo cresciuti

Avete mai pensato alla quantità di prodotti inutilizzati e abbandonati nei nostri bagni? Uno compra uno shampoo o una crema, arriva a casa e si rende conto che non è come si aspettava, che non va bene per la sua pelle o i suoi capelli. E così si finisce per avere gli armadietti pieni di roba che non ci piace, e che inesorabilmente finisce nella spazzatura. Se invece offriamo un prodotto per ogni specifico bisogno, ognuno ha la possibilità di acquistare esattamente ciò che richiede e, in ultima analisi, questo finisce per ridurre anche gli sprechi.

Fornire un servizio personalizzato è la cosa migliore che si possa fare per l’ambiente. Se noi riusciamo a identificare il prodotto adeguato alle esigenze precise di una persona, questa acquista con un ottimo rapporto qualità-prezzo, noi acquisiamo un cliente abituale, si riduce il consumo di prodotti inutili e si evita anche lo spreco di denaro. Pensandoci bene, quello che davvero le persone vogliono sono prodotti fatti di arcobaleni, unicorni e cascate: e noi tutto questo lo abbiamo!

Quelle che usiamo sono le migliori materie prime possibili. Giusto un esempio: il  sale che mettiamo nei nostri prodotti ha vantaggi autentici e proviene dalle rotte migratorie degli uccelli. Uno dei nostri fornitori, Antonio, oltre a raccogliere il sale, si occupa di proteggere e sostenere le saline dell’Algarve occidentale, in Portogallo. Gli uccelli, tra cui i fenicotteri maggiori, le spatole, i cavalieri d’Italia e molte specie di anatre usano le saline per svernare, mentre i chiurli si fermano qui a riposare durante i loro percorsi migratori.

Preservare questo meraviglioso tratto di costa è essenziale per la fauna selvatica e per le generazioni di salinieri a venire, per questo la proteggiamo. Solo nel Regno Unito, il 67% della nostra filiera proviene da rapporti diretti con produttori e coltivatori come Antonio. Ora, se questi non sono unicorni, arcobaleni e cascate, allora non so cosa siano.

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Ingredienti acquistati dai produttori

Quello che facciamo non è niente di trascendentale, gli umani si lavano e si fanno belli da sempre. Ma negli ultimi anni molte formulazioni sono diventate sintetiche, complicate, emulsionate oltre misura e soprattutto piene di conservanti. È tutta la vita che lavoriamo sodo per eliminare i conservanti dai nostri prodotti, senza comprometterne l’effetto. Ci abbiamo lavorato fino a diventare degli esperti e nonostante tutto c’è ancora qualcuno che si lamenta dei parabeni. Quando non possiamo eliminare i conservanti, dobbiamo cercare le soluzioni più sicure e documentate. Usiamo i parabeni perché su di essi sono stati fatti più studi che su tutti gli altri conservanti disponibili.

I conservanti devono essere dannosi, è nella loro natura, ma noi abbiamo imparato che non abbiamo bisogno di conservare NULLA. Ecco la direzione in cui stiamo andando.

Dal 2015 al 2017 il nostro consumo di parabeni è crollato da 11,7 a 7,7 tonnellate all’anno, sebbene le nostre vendite siano cresciute nello stesso periodo. Come fanno i nostri volumi di vendita ad aumentare mentre il nostro uso di parabeni diminuisce? Perché i nostri clienti hanno cura di acquistare prodotti nudi o auto-conservanti.

Nessuno di questi meravigliosi ingredienti è testato sugli animali. Sin dalle origini diamo prova del fatto che un marchio non ha bisogno di testare sugli animali. Il Lush Prize  è stato lanciato nel 2011, abbiamo avuto 93 vincitori e premiato alternative ai test sugli animali con 1,86 milioni di sterline. Fin’ora gli USA hanno avuto il maggior numero di vincitori.

Se Lush lo fa, perché non possono farlo anche tutti gli altri? Quando ripenso ai test sugli animali, quella che mi sembrava un’idea sensata anni fa nella mia cameretta (vietarli), si è trasformata oggi in una legislazione che vieta i test sugli animali a scopo cosmetico in 40 paesi. Abbiamo lottato per porre fine ai test sugli animali per anni, dal nostro tentativo di depositare due tonnellate di letame alle porte del Parlamento Europeo fino alla perdita del nostro negozio di Regent Street, perché ai proprietari non piaceva il nostro video sui test sulle persone, con 3 milioni di visualizzazioni, girato proprio in quella vetrina. Ancora oggi continuiamo a lottare contro i test sugli animali.

E poi c’è il dare. Sai cosa intendiamo quando parliamo di Knot Wrap. Dal 2009, abbiamo venduto (e quindi riciclato) 47 tonnellate di bellissimi foulard. Senza contare le 124 donne che hanno trovato lavoro con il progetto Re-Wrap, realizzando le nostre borse di tela.

Negli ultimi cinque anni abbiamo raccolto e donato 50 milioni di sterline e solo nello scorso anno abbiamo finanziato 3.500 gruppi.

E dopo?

Lavorare sulle proprie aspirazioni è una sfida. Lush ci sta lavorando da un sacco di tempo, quindi è difficile pensare a cosa si possa fare dopo. Ho sempre in mente questa questione da quando un giornalista mi ha chiesto quanta creatività possiamo ancora avere, dopo 25 anni. Risposta: la creatività è dappertutto. Lush trasuda creatività, a volte trovo persino difficile contenerla. È fantastico.

Per molti anni non ho più scritto un piano aziendale per Lush. Credo che l’ultima volta che abbiamo avuto un piano coeso sia stato nel 2013. È stato un buon piano ed è durato parecchio tempo. Ogni anno abbiamo cercato di rinnovarlo, ma non l’abbiamo mai fatto. Quest’anno volevo scrivere un nuovo piano. Quindi eccolo qui, su internet, a disposizione di tutti.

The Secret Lush Cosmetics Master Plan

1. Un prodotto per ogni esigenza. Non si tratta di cosa vuole il cliente, ma di cosa ha bisogno.

2. Essere il numero uno in ogni categoria. Non accettare lo status quo: inventare nuovi prodotti che soddisfino l’intera visione.

3. Creare una rivoluzione cosmetica per salvare il pianeta. Stiamo esaurendo il tempo disponibile: abbiamo bisogno di una rivoluzione.

Nell’ultima top 100 di WWD Beauty, L’Oréal è al primo posto e noi siamo al 33°. Ciò significa che noi siamo il 3,8% di L’Oréal. Per 25 anni abbiamo realizzato ottimi prodotti, con ingredienti meravigliosi, siamo trasparenti con i nostri clienti e non facciamo loro false promesse. È un vero mistero il motivo per cui non siamo l’azienda di cosmetici numero uno. Per il bene dell’ambiente, DOBBIAMO essere i numeri uno.
Alcuni di noi sono all’apice della propria carriera e stanno raggiungendo quello che volevano fare da tutta la vita. Non volevamo conservanti, non volevamo packaging e passo dopo passo ci siamo arrivati.
Dovremmo essere noi l’esempio che ogni altra azienda di cosmetici vuole seguire, non Proctor and Gamble o L’Oréal, perché Lush sta facendo le cose giuste, più e più volte. Con fierezza, audacia, a volte con un pò di follia e con coraggio.

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In cosa crediamo

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