Rispetto sul luogo di lavoro

Respect at work Policy

Le nostre Policy

"Ci stiamo impegnando a creare un ambiente di ancora più inclusivo, sicuro e solidale, dove ogni dipendente si senta rispettato, incluso, e sia in grado di dare il proprio contributo al meglio delle sue capacità"

Policy Lush Italia sul rispetto sul luogo di lavoro (Respect at work policy)
  1. Il nostro obiettivo

Da LUSH crediamo nella gente felice che fa saponi allegri.

Ci stiamo impegnando a creare un ambiente di ancora più inclusivo, sicuro e solidale, dove ogni dipendente si senta rispettato, incluso, e sia in grado di dare il proprio contributo al meglio delle sue capacità. Non verrà tollerato alcun episodio di discriminazione illecita, molestia, bullismo lavorativo o mobbing, micro aggressione, violenza sul lavoro o ulteriori forme di discriminazione nei confronti di nostri dipendenti, clienti o visitatori. 

Siamo un’azienda che aspira ad evolvere e migliorarsi continuamente. L’obiettivo di questa policy è di fornire una base comune e contribuire a creare l’azienda che desideriamo essere. Per questo con il presente documento vogliamo:

  • Definire il comportamento che ci si aspetta da ciascuno di noi.
  • Offrire una guida per gestire comportamenti inaccettabili così da garantire che ogni eventuale problema venga gestito in modo tempestivo, equo e coerente. 
  1. Responsabilità

Ognuno di noi ha la responsabilità di creare un ambiente di lavoro del quale possiamo essere fieri di far parte:

  • Comportandosi professionalmente e trattando gli altri con dignità e rispetto in ogni momento per garantire la sicurezza e il benessere, nostro personale e di tutte le persone presenti sul luogo di lavoro. 
  • Dimostrandosi aperti ai feedback degli altri.
  • Segnalando eventuali casi di comportamento inopportuno o inaccettabile dei quali fossimo testimoni.
  1. Quale comportamento e impegno ci aspettiamo dai dipendenti

Ecco alcuni esempi di comportamenti corretti e, al contrario, di comportamenti inaccettabili. Questa lista non è esaustiva.

  1. Cosa s’intende con “luogo di lavoro”?

Il luogo di lavoro va oltre il luogo fisico o l’orario di lavoro se c’è una qualche connessione con il lavoro stesso. Il luogo di lavoro può essere ad esempio:

  • Qualunque spazio fisico LUSH
  • Qualunque evento relativo al lavoro, ad esempio: Eventi LUSH, training, eventi sociali con il proprio team come feste di Natale o cene di gruppo con i colleghi, partecipazione ad eventi esterni per conto di LUSH. 
  • Viaggio per/dal lavoro o evento/location.
  • Attività online come email, Slack, LUSH Labs, canali social, forum LUSH oppure gruppi Whatsapp, Facebook utilizzati per fini lavorativi

Per maggiori informazioni, consultare la Social Media Policy di Lush Italia. 

  1. Cosa s’intende con “attività online”?

Ci aspettiamo gli stessi standard di comportamento e condotta anche nell’interazione online con dipendenti, clienti e visitatori. Contenuti inappropriati o non professionali, o qualunque cosa possa essere associata a discriminazione illecita, molestia, bullismo lavorativo o mobbing nonché ulteriori forme di discriminazione verrà trattata in linea con le Policy LUSH. Questo può includere, a titolo di esempio, postare o condividere:

  • Commenti negativi su colleghi, incluse informazioni che rappresentino minaccia, bullismo lavorativo o mobbing, molestia o ulteriori forme di discriminazione. 
  • Materiali aggressivi inclusi minacce, violenza, abusi o oscenità.
  • Qualsiasi cosa che discrimini, vittimizzi o generi molestia per una o più persone.
  • Qualunque cosa rappresenti discriminazione, molestia, bullismo lavorativo o mobbing nonché ulteriori forme di discriminazione nei confronti di una persona in base alle sue caratteristiche, inclusi insulti o “battute” (vedi sezione In cosa la molestia differisce dalla battuta?).

Per maggiori informazioni, consultare la Social Media Policy di Lush Italia. 

  1. Definizioni

Discriminazione

Ai sensi degli artt.3 e 37 Costituzione della Repubblica italiana, dell’Art. 15 Legge 300/1970, Statuto dei lavoratori, artt. 15 e 18, della Legge 903/1977, della Legge 125/1991, del D.Lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità), del D.Lgs. 5/2010

Per discriminazioni si intendono tutti quei comportamenti esplicitamente volti a (o, in ogni caso, aventi l’effetto di) trattare in modo diseguale situazioni che dovrebbero essere trattate paritariamente e determinati dal fatti che il soggetto coinvolto appartiene ad una determinata categoria o presenta un determinato carattere. Si verifica un trattamento discriminatorio sul luogo di lavoro, quando il datore o un altro soggetto nello stesso ambito tenga un atteggiamento tale da comportare un trattamento differente nei confronti di uno o più lavoratori determinati rispetto a quello tenuto nei confronti della generalità di essi e, contestualmente, quando detto atteggiamento non sia sorretto da una ragione idonea a giustificarlo, ma solo da fattori (quali, ad esempio, il sesso, la razza, la fede, l’età) del tutto irrilevanti ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa.

Per ulteriori informazioni consultare l’appendice. 

Se stai subendo forme di discriminazione sul lavoro, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione. 

Molestie

Ogni atto o comportamento che si configuri come molestie o violenza nei luoghi di lavoro, è inaccettabile. Pertanto, è riconosciuto il principio che la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere violata da atti o comportamenti che configurano molestie o violenza. i comportamenti molesti o la violenza subiti nel luogo di lavoro vanno denunciati. Le lavoratrici, i lavoratori e le imprese hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza. 

Si parla di molestia quando una persona crea un ambiente che incute disagio ad un’altra persona o ne lede la dignità sul luogo di lavoro. Questo tipo di comportamento può farci sentire intimiditi, umiliati o offesi (vedi ulteriori esempi in appendice).

Un comportamento o atteggiamento inopportuno non desiderato viene ritenuto molestia, e quindi illegale, se contrasta con le norme sia civile che penali previste dall’ordinamento giuridico italiano.

Si può parlare di molestia anche in presenza di un evento isolato e non dipende solo dalle intenzioni della persona che agisce contro la volontà dell’altra. Il fattore determinante è che la persona a cui è rivolto il comportamento sgradito percepisca questi atti o commenti come offensivi, irrispettosi e/o inaccettabili. 

Per ulteriori informazioni sul tema delle molestie consultare l’appendice). 

Bullismo lavorativo o mobbing

Il “bullismo lavorativo” o “mobbing” è una condotta sgradita da parte di una persona o gruppo di persone che ha un effetto negativo su un’altra persona, come ad esempio farla sentire isolata, spaventata, umiliata, a disagio o sconvolta. Per ulteriori informazioni ed esempi di bullismo vedi appendice.   

Se ti trovi a subire una delle situazioni qui sopra descritte, o se sei vittima di bullismo ma la tua situazione non corrisponde a queste descrizioni, sta a te valutare se quell’atteggiamento ti offende. Il fatto che tu possa aver in precedenza tollerato il comportamento in oggetto non ti impedisce di poter obiettare ora. Per saperne di più, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione. 

In cosa la molestia differisce dalla “battuta” o dallo scherzo?

È la natura non gradita o non desiderata della molestia, che sia sessuale o di altra natura, che la distingue da un comportamento amichevole come la battuta e lo scherzo, il quale deve risultare divertente e gradito ad entrambe le parti. 

Tuttavia, linguaggi o comportamenti potenzialmente offensivi ma scambiati tra due persone consenzienti sul luogo di lavoro non necessariamente sono accettabili o giustificabili come atteggiamento amichevole o scherzoso. Possono infatti comunque rappresentare molestia, ad esempio se vengono espressi in presenza di terze persone che possano ritenersi lese per aver assistito o sentito l’episodio o il linguaggio in questione. 

Se ti trovi a subire una delle situazioni qui sopra descritte, o se sei vittima di molestie, sessuali o di altra natura, ma la tua situazione non corrisponde a queste descrizioni, sta a te valutare se quell’atteggiamento ti offende. Il fatto che tu possa aver in precedenza tollerato il comportamento in oggetto non ti impedisce di poter obiettare ora. Per saperne di più, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione. 

Ulteriori forme di discriminazione

La discriminazione si realizza altresì qualora la persona subisca una discriminazione/violenza/molestia per aver presentato o appoggiato (anche solo presunto) un reclamo relativo ad un evento lesivo

Ad esempio:

  • Denunciare un episodio di discriminazione.
  • Aiutare un collega a denunciare un episodio di discriminazione.
  • Essere coinvolti come testimoni in un’indagine disciplinare o in una vertenza.
  • Fornire delle prove nel corso di un’indagine.

Se ritieni di essere vittima di ulteriori forme di discriminazione, per favore porta tempestivamente il tuo caso all’attenzione del tuo Manager o del team People Experience. 

Micro Aggressioni

LUSH riconosce che anche le forme più lievi di minacce, molestie o violenza, c.d. micro aggressioni, possono costituire un trattamento ingiusto o lesivo. Le micro aggressioni sono comportamenti o atteggiamenti verbali, non verbali o fisici che trasmettono o confermano messaggi o stereotipi ostili, negativi o offensivi nei confronti di una o più persone per la loro appartenenza o vicinanza ad un determinato gruppo demografico. Tale gruppo può corrispondere alle caratteristiche protette dalla legge, tuttavia le micro aggressioni non sono formalmente riconosciute dal quadro normativo. Vedi in appendice alcuni esempi di micro aggressioni sul lavoro. 

 Le micro aggressioni possono essere intenzionali o involontarie, ed è spesso difficile distinguere. L’intenzionalità di un commento o atteggiamento micro aggressivo non è rilevante se come risultato provoca offesa, lede la persona o è sgradito. Per ulteriori informazioni sulle micro aggressioni, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi… 

  1. Riservatezza e anonimato

LUSH invita caldamente tutti i dipendenti, visitatori e/o fornitori a segnalare qualunque episodio nel quale ritengano di aver subito o assistito a comportamenti inaccettabili o inopportuni. Ricevere le segnalazioni di simili episodi ci consente di intervenire per porre rimedio alla situazione. 

In caso di segnalazione, la riservatezza e/o richiesta di anonimato verrà considerata con la massima attenzione. Tuttavia, per poter condurre un’indagine equa e accurata, e per poter raggiungere un risultato, potremmo aver bisogno di far riferimento a qualcuno o di condividere informazioni. Le richieste di anonimato da parte di testimoni potranno essere accordate soltanto in circostanze eccezionali e verranno discusse con il diretto interessato. Uno dei motivi per questo è che l’indagine potrebbe condurre ad una vertenza disciplinare nella quale il dipendente avrà il diritto di conoscere le contestazioni che gli vengono rivolte. L’anonimato non potrà inoltre essere garantito in presenza di violazione di legge o in caso di procedimento avanti l’autorità giudiziaria. 

  1. Training per lo staff

Un training sul Rispetto sul Lavoro verrà incluso come parte della formazione del Lavoratore.

  1. Best Practice per Store Manager

È utile tenere un registro datato di tutti gli episodi avvenuti, delle procedure intraprese e dei tentativi di mediazione, sia formali che informali. Questo potrebbe tra le altre cose risultare utile nelle indagini nel caso si decidesse di procedere oltre. Un processo investigativo richiede fatti basati sulle prove, per cui informazioni come quelle che seguono (a titolo di esempio) potrebbero essere d’aiuto:

  • Informare tempestivamente  l’Ufficio Payroll, mediante email, di tutti gli episodi di discriminazione, molestia, bullismo sul lavoro o mobbing nonché micro aggressione. 
  • È importante prendere appunti in tutte le audizioni formali dei lavoratori disciplinate dalla policy in oggetto.
  1. Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione.

Se sei vittima di un comportamento inappropriato da parte di un/a collega, di discriminazione, molestia, bullismo sul lavoro o mobbing, micro-aggressioni o ulteriori forme di discriminazione, oppure se sei testimone di un potenziale evento, consulta le varie opzioni qui sotto per sapere come procedere. 

Opzione 1: qualora i dipendenti lo ritengano opportuno, potranno risolvere i problemi o conflitti in maniera informale. In alcuni casi, specialmente in casi di “battute” o atteggiamenti sgraditi, parlarne direttamente con la persona, spiegando che il suo linguaggio o comportamento ci ha feriti o offesi, può essere sufficiente a risolvere la questione in modo efficace. A volte la persona che reca offesa è davvero inconsapevole del fatto che il suo atteggiamento non è gradito. Dare un feedback alla prima opportunità può quindi risolvere la situazione. Se hai dubbi sul modo migliore per esprimere il tuo problema con un/a collega o contatto, puoi chiedere aiuto al manager del tuo negozio o a People Experience per trovare insieme il modo migliore di affrontare questa conversazione. 

Opzione 2: nel caso le persone coinvolte non si sentano in grado di affrontare direttamente il problema con chi è stato offensivo, o se l’approccio informale non ha sortito gli effetti desiderati nel comportamento, segnalare l’episodio (o gli episodi) al Manager appena possibile. In ogni caso qualora l’episodio riguardasse casi di discriminazione, molestia, bullismo sul lavoro mobbing e/o ulteriori forme di discriminazione sul lavoro, i dipendenti dovranno segnalare l’episodio (o gli episodi) al manager appena possibile. Se il problema riguarda il manager, segnala l’episodio al People Experience. Il Manager esaminerà con te i dettagli della situazione, cercando di capire insieme se ti senti in grado di affrontare la situazione in maniera informale, se opportuno. È inoltre possibile contattare il People Experience per ricevere consigli e indicazioni per risolvere ogni potenziale conflitto. 

Esiti potenziali

Per stabilire i passi successivi, LUSH prenderà in considerazione la tua preferenza sul modo di risolvere il problema, le prove se disponibili, e i risultati di un’eventuale indagine. In base alla situazione, i passi successivi possono essere, ad esempio: 

  • Facilitare o mediare un colloquio
  • Training
  • Performance‌ ‌Management‌ 
  • Azione disciplinare

Che cosa succede se mi accusano di bullismo sul lavoro o mobbing, molestia o discriminazione?

Se viene mosso un reclamo riguardo il tuo atteggiamento e/o atti da te commessi, verrà condotta un’indagine approfondita, equa e imparziale, in linea con le procedure disciplinari. Durante l’indagine, ti verrà data l’opportunità di presentare la tua versione dei fatti. Se le accuse vengono accolte, possono portare ad un’azione disciplinare. Al termine di questo procedimento, ti potrà essere chiesto di partecipare a incontri di facilitazione o mediazione per restaurare le relazioni di lavoro. 

  1. Violenze e segnalazione di situazioni sospette alla polizia

Assicurarsi che non vi siano violenze sul lavoro è responsabilità di ciascuno di noi. Tuttavia, in caso di pericolo immediato per te o chiunque altro chiama il 112.

Non rischiare mai di mettere te o altri in ulteriore pericolo cercando di risolvere personalmente una situazione. 

  1. Situazioni personali

Talvolta può accadere che una situazione personale si ripercuota sul tuo lavoro o influisca negativamente sull’ambiente. Questo può ad esempio succedere in caso di:

  • Episodi o minacce di violenza
  • Comunicazioni minacciose o moleste

In simili casi hai l’obbligo di riferire al manager qualunque situazione personale possa rappresentare un rischio di violenza sul luogo di lavoro. 

Se stai subendo violenza o abusi nella tua vita privata, per un aiuto confidenziale consulta il link http://www.pariopportunita.gov.it/materiale/numero-verde-1522/ 

  1. Conseguenze previste in caso di violazione della presente policy

Il non rispetto della presente policy, senza valido motivo, può determinare un’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti (fino al licenziamento) e, nel caso di non-dipendenti, nella conclusione di ogni rapporto. Ivi comprese le istanze in cui le accuse risultassero false o manipolate. 

  1. Stato della presente policy

La presente policy può essere modificata in qualunque momento. Rivedremo periodicamente questa policy per garantirne l’efficacia e verrà aggiornata in caso di modifiche alle normative afferenti. Le versioni aggiornate verranno comunicate e messe a disposizione di tutti i dipendenti. Resta fermo il rispetto da parte dei dipendenti delle norme disciplinari previste dalla legge dalla contrattazione collettiva e dai regolamenti aziendali.

  1. Contatti LUSH utili / Risorse

Supporto People‌ ‌Experience:‌ [email protected] [email protected] 

People‌ ‌Experience UK:‌ ‌‌[email protected] 

Team Retail Italia:‌ [email protected] 

Customer‌ ‌Care:‌ ‌‌[email protected], [email protected]

  1. Contatti esterni utili

Altre Policy LUSH utili

  • Codice disciplinare
  • Codice Etico
  • Modello Organizzativo
  • Policy‌ Whistleblowing‌ ‌ ‌(denunce di irregolarità)

Se hai bisogno di aiuto per interpretare queste policy, contatta People Experience o il team Payroll. 

Data e versione dell’ultima revisione della presente policy: 

  1. Appendice – Definizioni

1.Discriminazione

Per discriminazioni si intendono tutti quei comportamenti esplicitamente volti a (o, in ogni caso, aventi l’effetto di) trattare in modo diseguale situazioni che dovrebbero essere trattate paritariamente e determinati dal fatto che il soggetto coinvolto appartiene ad una determinata categoria o presenta un determinato carattere. Si verifica un trattamento discriminatorio sul luogo di lavoro, quando il datore o un altro soggetto nello stesso ambito tenga un atteggiamento tale da comportare un trattamento differente nei confronti di uno o più lavoratori determinati rispetto a quello tenuto nei confronti della generalità di essi e, contestualmente, quando detto atteggiamento non sia sorretto da una ragione idonea a giustificarlo, ma solo da fattori (quali, ad esempio, il sesso, la razza, la fede, l’età) del tutto irrilevanti ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa.

A titolo esemplificativo ma non esaustivo, costituiscono discriminazioni i comportamenti vietati basati sull’: 

  • Età
  • Disabilità
  • Riassegnamento di genere
  • Matrimonio e unione civile
  • Gravidanza e maternità
  • Razza
  • Religione o fede
  • Sesso
  • Orientamento sessuale

 Se sei vittima di discriminazione o trattamento ingiusto sul lavoro, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione.

  1. Molestie

Le molestie possono consistere, ad esempio, in:

  • Un singolo episodio grave di atto indesiderato.
  • Atteggiamento e condotta indesiderata e ripetuta.
  • Condotta verbale o non-verbale indesiderata, come: immagini, materiali scritti, gesti, battute, scherzi allusivi, mimiche o avance indesiderate. 
  • Condotta fisica indesiderata come toccare o sfiorare il corpo di una persona.
  • Fare pressioni per ottenere un contatto sessuale in cambio di un trattamento preferenziale sul lavoro o per evitare un trattamento degradante sul lavoro. 

Se sei vittima di molestia sul lavoro, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione.

  1. Bullismo lavorativo o mobbing

Alcuni esempi di atti di bullismo possono essere: 

  • Trovare continuamente e senza fondamento difetti nel lavoro di una persona e usarlo come pretesto per umiliarla anziché aiutarla per migliorare. 
  • Prendersela con un collega, escludendolo/a  facendo commenti degradanti o criticandolo/a in pubblico.
  • Abusi verbali come gridare, usare un linguaggio osceno, diffondere voci o alimentare pettegolezzi e campagne diffamatorie.  
  • Mostrare ostilità dimostrando nei confronti di una persona un protratto atteggiamento scortese o escludendola.
  • Qualunque forma di intimidazione o minaccia verbale, non verbale o fisica. 

Il bullismo può non essere evidente o notato da altri, e la cosa più importante da valutare è il modo in cui la vittima percepisce gli atteggiamenti di cui è oggetto. Le intenzioni alla base del commento o dell’atteggiamento sono irrilevanti se questo reca offesa, danno o è sgradito, e il fatto di non avere intenzioni nocive non assolve dalle conseguenze.  

Se sei vittima di bullismo sul lavoro, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione.

  1. Micro Aggressioni

Le micro aggressioni sono atteggiamenti o comportamenti verbali, non verbali o fisici che comunicano o racchiudono messaggi o stereotipi ostili, negativi o disprezzanti nei confronti di una o più persone sulla base dell’appartenenza o affiliazione a un determinato gruppo demografico. Potrebbe ad esempio essere:

  • Contatto fisico non desiderato, come toccare i capelli di una persona in modo inopportuno. 
  • Comportamento verbale sgradito, come fare domande curiose inopportune o ostili sulle caratteristiche di una persona. 
  • Parlare in modo sgradito, ad esempio per conto di qualcuno o a proposito di qualcuno sulla base di uno stereotipo o giudizio sull’età, disabilità, genere, razza, religione o orientamento sessuale.  
  • Parlare in modo sgradito mostrando ad esempio ostilità sulla base di uno stereotipo o giudizio sull’età, disabilità, genere, razza, religione o orientamento sessuale.  

Se sei vittima di micro aggressioni sul lavoro, consulta la sezione Come gestire eventuali episodi e trovare una soluzione.

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